La Storia dell’Olio

La moderna produzione di olio di oliva affonda le sue radici nelle antiche metodologie agricole degli albori della storia dell’uomo.

L’olivo fin dai tempi antichi, ha contraddistinto la macchia mediterranea, tanto che, il quale, Columella definisce il primo tra tutti gli alberi “olea prima omnium arborum est” è originario dell’Asia Minore, dall’altopiano dell’Iran si diffuse circa 5000 anni fa in tutto il bacino del mediterraneo. Nell’isola di Creta si coltivava già 3000 anni A.C.; il codice Babilonese di Hamuravi (2500 A,C.) cita l’olio di oliva e ne regolamenta il commercio. Gli etruschi ne praticavano la coltivazione in vasta scala già nel VII° A.C e secondo Plinio l’olivo si diffuse nella Magna Grecia ed in Italia al tempo di Tarquinio Prisco. Significativa è l’iconografia di vasi tarantini, VII°-VI° sec. A.C. In cui compaiono l’olivo, la civetta sul ramo di olivo, satiri coronati di olivo ect.

I Romani organizzarono razionalmente frangitura e commercio; nell’età di Cesare si coltivavano 10 varietà di olive e l’olio veniva classificato in 5 categorie di vario pregio; il migliore era l’”oleum ex albis olivis” ottenuta dalla spremitura di olive non ancora mature, di colore verde chiaro, quasi bianche, seguiva l’”oleum viride” ricavato da quelle che incominciavano a maturare, il terzo era l’”oleum maturum” ottenuto dalla frangitura di olive mature, seguito dall’”oleum caducum” proveniente dai frutti raccolti per terra; per ultimo l’”oleum cibarim” ottenuto dalle olive bacate, (tutte le olive venivano selezionate a mano per togliere quelle non sane) che l’olio ottenuto veniva dato agli schiavi. Oltre l’uso alimentare nell’antichità l’olio fu usato per l’illuminazione, per la cosmesi come prodotto terapeutico, e nel culto religioso.

Successivamente basti pensare, che intorno alla metà del ‘400 l’olio di oliva veniva definito “uno dei beni necessari alla vita dell’uomo” ed un trattato sull’olivicoltura del XIX° secolo si annovera che “di oli più celebrati per la loro finezza sono quelli di LUCCA che godono di grandissima fama, all’estero, a questi si accostano quasi tutti gli altri oli che si ricavano nella regione Toscana”. Una radicata tradizione olivicola che attesta quanto sia preziosa e tipica questa coltura, oggi più che mai, in una costante ricerca di salvaguardia di un patrimonio insostituibile. Le spiccate caratteristiche dell’olio di oliva Lucchese del resto, lo hanno elevato a nutrimento “principe” non solo per le sue proprietà organolettiche, ma anche per quelle “dietologiche”, per una sana e corretta alimentazione.

Per i toscani la produzione di olio di oliva extravergine resta un fiore all’occhiello da esportare sulle tavole di tutto il mondo.

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